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M.CAVALLO DI PONTEBBA, VIA LOMASTI - CECCON

Impegnativa arrampicata, poco ripetuta. La via attacca al centro della parete e sale la prima parte in comune con la via "Gocce di Tempo", in seguito diverge da quest'ultima andando ad affrontare il settore sinistro della parete lungo una serie discontinua di fessure. La roccia è di qualità molto variabile, a tratti ottima come nel tiro chiave, a tratti pessima come nell'ultima lunghezza oppure con zolle erbose che infastidiscono l'arrampicata. Le difficoltà sono elevate seppur discontinue nella prima parte, nettamente superiori e molto continue nella lunghezza chiave senza punti di riposo. La valutazione originale delle difficoltà è molto stretta (V e VI) ma mettendosi in linea con le gradazioni "standard" si può aggiugere tranquillamente mezzo grado. La chiodatura è buona sulla lunghezza più difficile, scarsa sul resto della via ma ben integrabile con protezioni veloci. Le soste sono presenti ma vanno controllate ed eventualmente rinforzate (portare chiodi). La via non sembra essere molto ripetuta, forse a causa dell'alta difficoltà ma anche perchè l'attigua "Gocce di Tempo", con la quale condivide la parte inferiore, risulta nel complesso più interessante. Nonostante questo è una via consigliabile per gli amanti delle salite non propriamente classiche e merita una ripetizione per poter meglio comprendere la grandezza di Ernesto Lomasti e delle enormi difficoltà che riusci' a superare con gli scarponi su una roccia estremamente tecnica. Dislivello 200 metri, tempo necessario 4-5 ore. Vista la difficoltà nel reperire una relazione aggiornata su questa via, ne proponiamo una noi con i dovuti ritocchi alle valutazioni onde evitare brutte sorprese a chi volesse ripeterla.

Avvicinamento:
Dal parcheggio presso l'ex caserma della finanza sulla strada per il Passo Pramollo (1460 m) si segue la pista forestale che porta alla Baita Winkel. Da qui si segue il sentiero che risale l'omonimo vallone (indicazioni per M.Cavallo e ferrata Contin) fino a portarsi nelle vicinanze della parete nella parte alta del vallone. Abbandonare il sentiro e dirigersi su terreno sassoso verso la parete. L'attacco si trova un po' a sinistra rispetto alla verticale della vetta presso una profonda rampa erbosa obliqua a destra. (ore 1,30).

Relazione:
L1. Si risale la rampa obliqua prestando attenzione alle zolle erbose. La rampa termina dove essa si stringe improvvisamente innestandosi nella parete verticale. Con un breve passaggio esposto (IV+) uscire esternamente in parete e guadagnare il soprastante terrazzino alla base di un diedro dove si sosta. (25 m, II, 1 pass.IV+, 1 chiodo di sosta).
L2. Risalire il soprastante diedro verticale lungo la fessura di fondo per una ventina di metri, giunti a un'interruzzione dello stesso (spuntone sulla sinistra) uscire a sinistra su una cornice. Risalire la soprastante compattissima placca in direzione di una rampa-diedro obliqua a destra. Una volta raggiunta la rampa si sale facilmente alla soprastante sosta presso una nicchia. (40 m, V, 3-4 chiodi, 2 chiodi di sosta). Nota: in questa lunghezza sono possibili varianti di difficoltà inferiore ma sconsigliabili per la presenza di zolle erbose.
L3. Uscire dalla nicchia e continuare a destra lungo la rampa obliqua. Dopo una decina di metri la rampa si trasforma in diedro verticale, risalirlo fino al punto di sosta presso una nicchia formata dal diedro stesso che ora piega decisamente a sinistra. (20 m, IV, 2 chiodi di sosta).
L4. Ora la via prosegue verso sinistra lungo il diedro di roccia ottima. Evitare il primo passaggio strapiombante della fessura di fondo aggirandolo per la placca di sinistra, rientrare poi nella fessura appena possibile. Risalire interamente la fessura fino al suo termine e proseguire per una facile rampa. Tale rampa presenta due brevi ma difficili salti che la interrompono, dell'altezza di 3-4 metri e che si superano lungo la fessura di fondo. Il primo salto è il più difficile e atletico (VI), il secondo è un po'più facile (V+) e poco dopo esso si giunge al punto di sosta. (45 m, V, poi II e due pass. di V+ e VI-, 2 chiodi di sosta).
L5. Dalla sosta innalzarsi direttamente per placche verticali in direzione di alcuni chiodi. Aggirato l'evidente strapiombo sulla sinistra, si ritorna a destra sull'orlo dello stesso in corrispondenza della fessura di fondo di un ampio diedro. Risalire interamente la fessura di roccia ottima fino al suo termine, dove dopo un'insidiosa uscita su zolle erbose si raggiunge la sosta. (40 m, VI e VI+ sostenuto, 8-9 chiodi, 3 chiodi di sosta).
L6. Dalla sosta innalzarsi direttamente in direzione di un chiodo con cordone. Raggiunto il chiodo si esce a sinistra con passaggio delicato (V+) raggiungendo rocce più facili ma instabili. Superare l'accumulo di una vecchia frana (attenzione!) e raggiungere l'inizio di una rampa obliqua a sinistra. Risalire interamente la rampa su roccia molto instabile fino a uscire nei pressi dei pendii erbosi sommitali a breve distanza dalla vetta. (60 m, III e IV, 1 pass. V+, 1 chiodo, sosta da attrezzare).

Discesa:
Giunti sul cupolone sommitale seguire i bolli rossi in direzione Nord fino a raggiungere la via attrezzata "Contin" che segiuta in discesa permette di abbassarsi fino alla forcella Winkel. Imboccare il vallone di Winkel e scenderlo passando a breve distanza dall'attacco, poi seguendo l'itinerario di avvicinamento si ritorna all'auto. (ore 1,30).



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Al termine della seconda lunghezza, presso
la deviazione con "Gocce di Tempo"


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Controluce sulla prima fessura del terzo tiro

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Altra prospettiva della fessura

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Sulla rampa della terza lunghezza, presso la seconda interruzione

5
Sulla seconda interruzione

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Aggirando lo strapiombo del tiro chiave prima del diedro

7
Sul difficile diedro del tiro chiave

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Ancora sul tiro chiave

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Ultima lunghezza, poco sopra la sosta

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Tracciato della via con la deviazione di "Gocce di Tempo"





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